Il tuo gatto beve troppa acqua? Ecco quando preoccuparsi e cosa controllare

Qualcosa non torna quando un gatto, di solito sobrio e quasi “distratto” con la ciotola, improvvisamente ci passa sopra mezzo pomeriggio. All’inizio sembra una stranezza, poi noti che l’acqua finisce troppo in fretta, che la lettiera si inzuppa, che lui cerca rubinetti, bidet, persino sottovasi. E lì scatta la domanda giusta, quella che non conviene rimandare.

Quanta acqua è “normale” per un gatto?

In media un gatto beve poco, soprattutto se mangia umido. Un riferimento utile è circa 80 ml/kg di peso corporeo al giorno. Quando si superano soglie come 100 ml/kg (per esempio oltre 225 ml in 24 ore per un gatto da 5 kg) il comportamento diventa decisamente sospetto. Alcune fonti considerano già 45 ml/kg un dato anomalo, quindi il punto chiave è uno: se ti sembra “troppa”, vale la pena misurare, non andare a sensazione.

Segnali pratici di polidipsia (e spesso poliuria)

La polidipsia è l’aumento della sete, quasi sempre accompagnato da poliuria, cioè più pipì del solito. I segnali che vedo più spesso riportati dai proprietari sono semplici ma facili da ignorare perché arrivano gradualmente:

  • Ciotole svuotate più volte al giorno, oppure richiesta insistente di acqua (miagolii, appostamenti).
  • Bere da posti insoliti, come rubinetti, bidet o acqua stagnante.
  • Lettiera da cambiare più spesso, grumi più grandi, odore più intenso.
  • Pipì fuori dalla lettiera, a volte perché “non fa in tempo” o perché la quantità è davvero eccessiva.

Se questi cambiamenti durano più di un paio di giorni, o compaiono insieme ad altri sintomi, è il momento di alzare l’attenzione.

Perché può essere un campanello importante

Il punto è che l’aumento di sete e urina non è una “mania”: spesso è uno dei primi segnali di malattie che vanno riconosciute presto. Tra le cause più comuni, tre spiccano per frequenza e rilevanza clinica.

Le tre cause principali da escludere subito

Possibile causaCosa succedeSegnali tipici
Insufficienza renale cronicaI reni filtrano peggio e il gatto perde la capacità di concentrare le urinedimagrimento, vomito, alito sgradevole, letargia, appetito altalenante
Diabete mellitoIl glucosio finisce nelle urine e “si porta via” acquavoracità, pipì abbondante, calo di peso, possibile debolezza
IpertiroidismoLa tiroide accelera il metabolismo, tipico nei gatti anzianiiperattività, appetito aumentato, pelo opaco, dimagrimento

Queste condizioni si confermano o si escludono con esami mirati (urine e sangue), e più si interviene presto, più si protegge la qualità di vita.

Altre cause possibili (e quando pensare all’urgenza)

Ci sono anche cause meno frequenti ma importanti: infezioni urinarie o renali, problemi epatici, alterazioni del calcio (ipercalcemia), diabete insipido, disturbi endocrini vari. E poi c’è la situazione “da non aspettare”: sospetto avvelenamento, soprattutto se compaiono vomito, salivazione anomala, tremori o disorientamento.

E se fosse “solo” caldo, dieta o farmaci?

A volte la spiegazione è più semplice, ma va comunque verificata con criterio:

  • Ambiente molto caldo o secco.
  • Cambio alimentare (più secco, meno umido).
  • Farmaci (per esempio cortisonici) che possono aumentare sete e diuresi.

Il trucco è non autoassolversi troppo in fretta: anche con queste condizioni, se i numeri sono alti o i segnali persistono, serve un controllo.

Cosa controllare a casa, da oggi

Per non restare nel vago, fai una cosa concreta.

  1. Misura l’acqua in 24 ore: versa al mattino una quantità nota, annota rabbocchi, poi calcola il totale bevuto.
  2. Considera che l’umido contiene liquidi, quindi l’assunzione totale può essere più alta, ma la sete “attiva” resta un dato importante.
  3. Osserva la lettiera: frequenza, volume, eventuale sangue, sforzo o dolore.

Una regola d’oro: non limitare mai l’acqua. Se la sete è legata a una patologia, togliere l’acqua può portare rapidamente a disidratazione e peggioramento.

Quando chiamare il veterinario (senza aspettare)

Se noti polidipsia/poliuria, la scelta più sicura è una visita tempestiva. In ambulatorio si valutano idratazione, pressione, esame delle urine, esami del sangue (incluse funzionalità renale, glicemia e ormoni tiroidei). È il modo più rapido per capire se stai osservando un semplice adattamento o un segnale precoce di una malattia come l’ipertiroidismo.

La buona notizia è che, quando si prende in tempo, spesso si può intervenire davvero. La cattiva è che aspettare “tanto poi passa” è proprio ciò che permette ai problemi silenziosi di diventare seri. E con i gatti, lo sappiamo, il silenzio non è mai casuale.

Redazione Biocell Notizie

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