Ti è mai capitato di guardare un ulivo carico e pensare, “Lo sistemo un attimo adesso, così l’anno prossimo sarà ancora meglio”? È un pensiero normale, quasi automatico. Eppure proprio lì, in quell’“adesso”, si nasconde l’errore più costoso, quello che può trasformare un raccolto promettente in una delusione.
L’errore che spegne la produzione (e perché succede)
L’errore principale nella potatura dell’ulivo è intervenire durante la fase produttiva, tra ottobre e dicembre. In quei mesi la pianta è concentrata su due cose delicate: completare la maturazione dei frutti e accumulare riserve per ripartire in primavera.
Se tagli in quel momento, spesso succede una combinazione micidiale:
- elimini rami fruttiferi o gemme che avrebbero sostenuto la produzione successiva
- rompi l’equilibrio tra chioma e radici, l’ulivo reagisce “difendendosi” con vegetazione e ricacci, invece di preparare la fioritura
- aumenti lo stress proprio quando la pianta dovrebbe chiudere il ciclo in serenità
- lasci ferite esposte a freddo e umidità, un invito a problemi e infezioni invernali
L’immagine che mi aiuta a ricordarlo è semplice: è come fermare di colpo un’auto in corsa e pretendere che riparta meglio. In realtà consumi energia, scaldi i freni, e la ripartenza diventa più lenta. Nell’ulivo, quella “ripartenza” è la fioritura che decide quante olive avrai.
Quando potare davvero per aumentare le olive
Il periodo più sicuro e produttivo per la potatura secca di produzione è a fine inverno, tra febbraio e marzo, dopo i freddi più intensi ma prima della fioritura. È il momento in cui l’ulivo “accetta” meglio i tagli e può cicatrizzare con più continuità, senza disperdere energie sul frutto.
In pratica, l’obiettivo è arrivare alla primavera con una chioma ariosa, ben illuminata, e con rami pronti a portare fiori, non solo foglie.
Una regola utile, molto terra terra: se la pianta sta ancora “lavorando” sul raccolto, tu non chiederle un altro lavoro.
Tipi di intervento e periodo ideale
La potatura non è una cosa sola. Cambia a seconda dell’età e dello stato dell’ulivo.
| Tipo di potatura | Scopo | Periodo ideale |
|---|---|---|
| Allevamento | Dare forma nei primi 3-5 anni | Primavera-estate o inverno |
| Produzione/Mantenimento | Equilibrare vegetazione e frutti, togliere secco | Inverno (fine inverno è l’ideale) |
| Ringiovanimento | Rivitalizzare ulivi vecchi, rinnovare legno produttivo | Inverno (più intensa) |
Altri errori comuni che sembrano “furbi” ma non lo sono
Anche se eviti ottobre-dicembre, ci sono altre scivolate frequenti.
- Capitozzatura (acefalia): tagliare “la testa” per abbassare la pianta sembra pratico, ma spesso crea squilibri, spinge ricacci vigorosi e favorisce alternanza produttiva, un anno tanto e uno quasi niente.
- Tagli troppo drastici: più tagli non significa più olive. Un intervento eccessivo induce vegetazione “di reazione” e lascia ferite grandi, più lente da chiudere, con rischio di carie del legno.
- Periodo sbagliato alternativo: in autunno aumenti il rischio gelo sulle ferite, in tarda primavera puoi interferire con fiori e allegagione.
- Attrezzi sporchi o spuntati: fanno tagli sfrangiati, difficili da cicatrizzare, e possono veicolare funghi.
- Rami troppo lunghi e orizzontali: ombreggiano il basso, complicano la raccolta e, in caso di neve o vento, aumentano rotture.
Piccole regole pratiche che fanno una grande differenza
Se vuoi una checklist semplice, eccola:
- Scegli febbraio-marzo per la potatura di produzione.
- Usa strumenti affilati e puliti, sempre.
- Fai tagli netti, vicino al punto d’inserzione, senza lasciare monconi.
- Mantieni la chioma luminosa e arieggiata, senza svuotarla.
- Meglio poco ogni anno che tanto ogni tre.
Alla fine, la cosa sorprendente è questa: l’ulivo non chiede interventi “aggressivi”, chiede tempi giusti. E se rispetti quel calendario, spesso la pianta ti ripaga con la cosa che vuoi davvero, una produzione più stabile e generosa, anno dopo anno.




