Quasi sempre ci si accorge dei diverticoli per caso, magari dopo un controllo o un esame fatto per altri motivi. Eppure, quando “si fanno sentire”, lo fanno sul serio: un dolore improvviso in basso a sinistra, un gonfiore insolito, febbricola. Capire cosa sono e come si gestiscono è il modo migliore per non farsi cogliere impreparati.
Cosa sono davvero i diverticoli
I diverticoli sono piccole sacche che sporgono dalla parete del colon (spesso nel tratto chiamato sigma). Immaginali come minuscole “tasche” che si formano nei punti in cui la parete intestinale è più debole. Di per sé non sono una malattia, diventano un problema quando si infiammano o si infettano.
Una parola chiave è la pressione: quando le feci sono dure e il transito è lento, la spinta interna può favorire la formazione di queste protrusioni, soprattutto con l’avanzare dell’età.
Diverticolosi vs diverticolite, stessa famiglia ma storie diverse
Per non fare confusione, aiuta una distinzione semplice.
| Condizione | Cosa significa | Sintomi tipici |
|---|---|---|
| Diverticolosi | Presenza di diverticoli | Spesso nessuno, talvolta gonfiore o irregolarità |
| Diverticolite | Infiammazione o infezione dei diverticoli | Dolore (spesso a sinistra), febbre, nausea, alterazioni dell’alvo |
La diverticolosi è quindi la situazione “silenziosa”. La diverticolite è l’episodio acuto, quello che può complicarsi con ascesso, perforazione o peritonite se non trattato correttamente.
Come si tratta la diverticolosi (quando non c’è infiammazione)
Qui l’obiettivo è uno: ridurre i sintomi e abbassare il rischio che si passi alla diverticolite. Nella pratica, la strategia più efficace è un mix di abitudini quotidiane.
Le basi che fanno la differenza
- Dieta ricca di fibre: frutta, verdura, legumi, cereali integrali, introdotte gradualmente per evitare meteorismo.
- Idratazione costante durante la giornata, perché le fibre funzionano bene solo se “accompagnate” dall’acqua.
- Attività fisica regolare, anche una camminata sostenuta, per migliorare la motilità intestinale.
- Attenzione alla stitichezza, perché aumentare la pressione nel colon non aiuta.
Farmaci, solo se indicati dal medico
In alcuni casi, soprattutto se compaiono disturbi come dolore e gonfiore, lo specialista può valutare:
- rifaximina a cicli,
- mesalazina per alcuni profili sintomatici,
- probiotici,
- antispastici.
Sono opzioni che vanno personalizzate, perché non tutti hanno gli stessi sintomi e non tutte le terapie servono a tutti.
Diverticolite: cosa cambia quando il diverticolo si infiamma
Quando si parla di diverticolite, la domanda non è solo “che cura faccio”, ma “quanto è grave”. È questo che decide il percorso.
Casi lievi e non complicati
Spesso si gestiscono a casa, con indicazioni mediche precise:
- riposo intestinale e dieta liquida o molto leggera per un breve periodo,
- idratazione,
- eventuali antibiotici per via orale se ritenuti necessari (gli schemi variano, e includono copertura per batteri Gram negativi e anaerobi),
- talvolta supporto con probiotici o farmaci antinfiammatori intestinali, se indicati.
Qui il punto cruciale è non “stringere i denti” senza controllo: serve una valutazione per confermare che sia davvero un episodio non complicato.
Casi gravi o complicati
Se compaiono febbre alta, peggioramento rapido, segni di irritazione peritoneale, o se si sospettano ascessi o perforazione, di solito serve ricovero. In ospedale possono essere necessari:
- antibiotici endovenosi,
- supporto nutrizionale,
- drenaggio percutaneo guidato da TC se c’è un ascesso,
- chirurgia (per esempio sigmoidectomia, spesso in laparoscopia) quando la terapia medica non basta o la situazione è urgente.
La buona notizia è concreta: nella grande maggioranza dei casi la diverticolite acuta si risolve con terapia medica, e solo una piccola quota arriva alla sala operatoria.
Diagnosi e segnali da non ignorare
Per inquadrare l’episodio, il medico può richiedere esami del sangue e imaging, spesso TC o ecografia, perché distinguere un’infiammazione semplice da una complicata cambia completamente la cura.
Contatta subito un medico, o valuta l’urgenza, se hai:
- dolore addominale intenso e localizzato,
- febbre persistente,
- vomito, debolezza marcata,
- peggioramento nonostante la dieta leggera,
- sangue nelle feci.
Gestire bene la fase acuta e poi lavorare su fibre, idratazione e stile di vita è, nella pratica, il modo più concreto per ridurre recidive e tornare a una quotidianità serena.




