C’è un momento, quando lasci l’autostrada e inizi a salire tra curve e campi, in cui capisci che stai andando a cercare qualcosa di diverso. Non solo un posto “carino”, ma un dettaglio che ti resta addosso, una piazza che sembra fatta per rallentare, un profumo di forno che ti segue sotto i portici. È qui che i borghi più belli d’Italia diventano una bussola, non una moda.
Che cosa rende “ufficiale” un borgo tra i più belli
La lista non nasce da impressioni social o classifiche estemporanee. I borghi vengono certificati dall’Associazione “I Borghi più belli d’Italia”, che applica criteri rigorosi, dalla bellezza architettonica al patrimonio culturale, dalla vivacità turistica alla sostenibilità.
Per il 2026 l’aggiornamento è particolarmente interessante: l’Associazione accoglie 7 nuovi ingressi ufficiali più 2 borghi ospiti. Il totale sale a 363 borghi certificati più 8 ospiti. In pratica, una rete ampissima, ma con l’idea chiara di proteggere l’identità dei luoghi, non di trasformarli in scenografie.
I nuovi ingressi 2026: quelli da segnare subito
Nel 2026 entrano nel circuito sette nuove realtà. Nei materiali di presentazione circolati, alcuni nomi spiccano più di altri, perché raccontano “Italie” molto diverse tra loro. Ecco i borghi che stanno facendo parlare di più.
- Limone sul Garda (Lombardia): vicoli con scorci sul lago, terrazze sospese tra acqua e montagna, e la tradizione degli agrumi che qui sembra quasi un piccolo miracolo climatico.
- Pieve di Teco (Liguria): i portici medievali ti accompagnano come un corridoio elegante, tra palazzi storici e appuntamenti culturali che danno ritmo alle stagioni.
- Castelvetro di Modena (Emilia-Romagna): la Piazza della Dama, con la sua scacchiera, è una di quelle immagini che non hai bisogno di filtrare. In più, tra aceto balsamico DOP e Lambrusco Grasparossa, capisci perché qui si viaggia anche con il palato.
- Cusano Mutri (Campania): pietra, vicoli stretti, silenzi che sanno di bosco. E attorno il Parco Regionale del Matese, perfetto se ami camminare senza fretta.
- Rivello (Basilicata): affacci sulla Valle del Noce, stratificazioni medievali e rinascimentali, e il Monastero di Sant’Antonio che aggiunge quel senso di “luogo custodito”.
Nota importante, l’Associazione parla di 7 ingressi nel 2026, ma non sempre tutti i nomi circolano con la stessa rapidità nei riassunti e nelle anteprime. Se vuoi l’elenco completo, la fonte più affidabile resta la mappa interattiva e le guide annuali dell’Associazione, dove ogni scheda include “Da vedere”, sapori tipici ed esperienze.
I 2 borghi ospiti 2026-2027: quartieri storici che valgono il viaggio
La categoria “ospiti” è affascinante perché riguarda quartieri storici di comuni oltre i 15.000 abitanti, inseriti temporaneamente. Nel biennio 2026-2027 entrano:
- Borgo il Piazzo (Biella, Piemonte): un quartiere medievale raggiungibile in funicolare, con una vista che ti fa capire subito la geografia della città.
- Borgo Vecchio (Termoli, Molise): mura antiche, Castello Svevo, e una terrazza naturale sull’Adriatico, ideale al tramonto quando la luce sembra abbassare il volume di tutto.
Come scegliere il borgo giusto, senza rimpianti
Quando la lista è lunga, la differenza la fa il “taglio” del tuo weekend. Io mi farei guidare da tre domande semplici:
- Cerchi acqua e passeggiate panoramiche o pietra e montagne?
- Preferisci eventi culturali o natura e attività all’aperto?
- Il viaggio per te passa anche dalla cucina locale?
| Se vuoi… | Punta su… | Perché |
|---|---|---|
| Lago e terrazze | Limone sul Garda | scorci, clima, ritmo lento |
| Portici e storia | Pieve di Teco | passeggiate “al coperto”, palazzi, eventi |
| Enogastronomia | Castelvetro di Modena | prodotti tipici e piazza iconica |
| Outdoor e roccia | Cusano Mutri | Matese, sentieri, atmosfera autentica |
| Panorama e stratificazioni | Rivello | valle, monastero, architetture |
Una parola sulle “altre” classifiche
Ogni anno escono anche selezioni non ufficiali, per esempio di portali turistici, che possono citare borghi come Gargnano o Summonte. Sono spunti utili per ispirarsi, ma la lista certificata resta quella dell’Associazione, che aggiorna la rete con criteri verificabili.
In fondo, il bello di un borgo non è solo la foto perfetta. È quella sensazione di entrare in un luogo che ha una voce propria, e di uscirne con l’impressione di averla ascoltata davvero.




