Ti confesso che la prima volta che ho visto una chiamata con “+44” sullo schermo ho avuto un attimo di esitazione, quel mezzo secondo in cui ti chiedi, “E se fosse importante?”. Poi ho fatto una cosa semplice: mi sono fermato. Ed è proprio quel micro istante di lucidità che spesso fa la differenza.
Perché quei numeri “44” mettono in allarme
Il +44 è il prefisso internazionale del Regno Unito. Quindi, sì, può essere una chiamata legittima, ad esempio se:
- hai amici o parenti nel Regno Unito,
- lavori con aziende estere,
- hai acquistato servizi con assistenza con sede UK,
- stai aspettando una consegna o una pratica internazionale.
Il problema è che quel prefisso viene spesso sfruttato in due modi molto comuni: chiamate a squillo e numeri camuffati (spoofing). In pratica, ti suonano, agganci e sperano che tu richiami, oppure cercano di farti credere che sia una chiamata “autorevole” solo perché arriva dall’estero.
Il meccanismo più diffuso: lo squillo che ti fa richiamare
Succede così: ricevi uno squillo brevissimo, magari mentre sei in riunione o stai guidando. Richiami più tardi per “educazione” o curiosità. Ed è lì che può scattare la trappola, con tariffe elevate o sistemi che ti tengono in linea con messaggi automatici.
Questa dinamica è particolarmente efficace perché sfrutta un riflesso umano normalissimo:
- “Non voglio perdermi una chiamata importante”
- “Magari è una consegna”
- “Forse hanno sbagliato numero”
Se non hai legami chiari con il Regno Unito, quella chiamata va trattata come sospetta.
Cosa cercano davvero: dati, identità, e il tuo “sì”
Negli ultimi mesi, molte truffe telefoniche si presentano con temi che suonano familiari e urgenti. Tra i più credibili (e quindi pericolosi) ci sono:
- Bonus e agevolazioni: “Serve un aggiornamento ISEE”, “Rischi la decadenza”, “Compila ora”.
- Cultura e carte giovani: “Hai un credito da attivare”, “Conferma i dati per il voucher”.
- Affari e collezionismo: “Valutazione monete”, “Emissione esclusiva”, “Prenotazione limitata”.
La chiamata può essere il primo passo per farti cedere dati personali, farti aprire link via SMS o WhatsApp, oppure registrare un tuo consenso confuso, il classico “sì” detto di fretta.
Regole pratiche, semplici, che funzionano
Quando appare un +44 e non te lo aspetti, io mi do queste regole, molto concrete:
- Non richiamare un numero sconosciuto che ha fatto solo uno squillo.
- Se rispondi per errore, non confermare dati (nome, indirizzo, codici, banca, SPID).
- Chiudi subito se senti registrazioni o richieste “urgenti”.
- Controlla se quel numero compare online, ma senza chiamarlo.
- Se ti dicono “è un ente” o “un ufficio”, chiedi una cosa: un riferimento verificabile e richiamare tu tramite canali ufficiali.
Come proteggerti sul telefono in 2 minuti
Queste impostazioni fanno più di quanto sembri:
- Attiva il filtro anti spam (Android e iOS hanno funzioni dedicate).
- Silenzia le chiamate da numeri sconosciuti, se ricevi spesso disturbi.
- Usa una lista di blocco per i prefissi internazionali che non ti servono.
- Tieni d’occhio i messaggi collegati, perché spesso dopo la chiamata arriva un SMS “di conferma”.
A chi segnalare (senza perdere tempo)
Se le chiamate si ripetono o hai dubbi, ha senso muoversi così:
- Conserva screenshot, orari e numeri.
- Segnala al tuo operatore e, se necessario, alle autorità competenti (ad esempio Polizia di Stato o AGCOM tramite i canali ufficiali).
La verità semplice: non è il +44 il problema, è il contesto
Il prefisso non è “cattivo” di per sé. Il punto è: lo stavi aspettando? Se la risposta è no, la scelta più sicura è non rispondere e non richiamare. In un’epoca in cui basta un attimo per finire in una conversazione manipolata, la prudenza non è paranoia, è igiene digitale. E ti lascia quella sensazione rara e piacevole di averci visto lungo.




